Ultimo Aggiornamento: 08/02/2010 ( Bandi & Concorsi )
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26/12/2009
Secondo i dott.ri Fabio Speranza, L. Sagnotti e P. Rochette dell’INGV (Istituto Italiano per la Geofisica e la Vulcanologia), il laghetto sarebbe stato costruito dall’uomo per esigenze legate al pascolo e al ristoro degli animali. Il lago, spiega il geologo Fabio Speranza dell'Ingv , " probabilmente e' opera di pastori che nell'ambito della transumanza hanno creato un serbatoio d'acqua per abbeverare le numerose greggi portate sugli altopiani carsici abruzzesi, notoriamente privi di acque superficiali durante il periodo estivo ". Infatti, secondo questa ipotesi, lo stesso sarebbe stato realizzato per soddisfare la sete degli animali nei percorsi della transumanza, in un periodo imprecisato che va dall’età del Bronzo in poi. Avrebbero concorso alla sua realizzazione 20 uomini/giorno per la durata di 365 giorni; 20 pastori, muniti di pale e picco di quel periodo, avrebbero realizzato quell’invaso con quella strana forma tendente all’ellittica con gli assi, minore e maggiore, variabili tra i 120 e 140 metri e una profondità di circa 3,20 metri. Il laghetto sarebbe stato realizzato ponendo sulla fascia circolare esterna il volume della terra scavata al suo interno, con un’altezza variabile dai 2 ai 3 metri rispetto alla quota della pianura circostante e per una fascia mediamente larga alla sua sommità di circa 3 metri. Questa corona circolare, durante la sua realizzazione, sarebbe stata esposta alle intemperie dell’acqua, neve, gelo e caldo per circa un anno o più. Durante la fase di costruzione sarebbe stata calpestata sia dai lavoratori che dagli animali che avrebbero depositato anche materiale organico. Bene, se così fosse stato, e oggi estraessimo una carota verticale di terreno lungo la corona circolare, non avremmo avuto un campione omogeneo di terreno con la stratigrafia inversa rispetto a quella esistente nella pianura circostante così come è stato trovato, ma un terreno misto senza alcun significato e una precisa indicazione. Ma altre domande nascono dalla ipotesi avanzata dal dott. Speranza. Il cratere del Sirente è una struttura geologica perfettamente conservata e la sua datazione non può risalire all’età del Bronzo. Inoltre, a partire dal periodo romano in poi si parla di transumanza orizzontale (cosa completamente diversa dalla transumanza verticale praticata dai pastori preistorici). La transumanza orizzontale era per sua essenza un iter, cioè un percorso fisso che i Romani includevano nel demanio armentizio e documentavano sistematicamente. Il Sirente non è mai stato interessato dai percorsi della transumanza, a differenza di parte del territorio di Goriano Sicoli che lo è stato fin dai tempi remoti lungo le antiche direttrici che da Foggia portavano a Roma. Non ci sono tracce storiche di tale fenomeno né negli archivi comunali di Secinaro, né nelle tradizioni popolari, né al catasto, né negli uffici regionali. Interpellato a tale proposito, l’Ufficio Tratturi della Regione Abruzzo ha dichiarato la non esistenza dei percorsi della transumanza nei territori del Comune di Secinaro. Ma anche ammessa il passaggio di tratturelli e bracci sui “Prati del Sirente” c’era bisogno di costruire un bacino idrico artificiale, quando a circa 1 Km di distanza esiste l’invaso di Fonte dall’Acqua alimentato dalla sorgente detta “ ju cunnutt ” ? E poi, é mai stato fatto un calcolo di dimensionamento del laghetto come abbeveratoio ? Il carico di bestiame che può avere la pianura del Sirente è di circa 150 Ha x n. 0,40 UBA x 6,5 capi ovini = 390 pecore. Una pecora necessita di circa 2 litri di acqua al giorno (pag. 362 libro di Ardito Desio Geologia applicata all’ingegneria); Comunque, ai fini del calcolo prendiamo un valore di 5 litri di acqua al giorno e 800 capi di bestiame. Partiamo dall’ipotesi di realizzare un invaso che debba contenere un volume di acqua nei periodi di massima siccità per i mesi di luglio ed agosto. Anzi, aggiungiamoci pure il mese di giugno . La capacità di acqua, con queste abbondanti premesse di calcolo, sarebbe pari a 800 x 5 litri x 90 giorni = 360.000 litri, ossia pari a un serbatoio di 360 mc. di volumetria che corrisponde a un invaso con una superficie di 30,00 m. di lunghezza per 20,00 m. di larghezza e una profondità di 60 cm. Si può sapere per quale motivo si è andato a realizzare un invaso, oltretutto non semplice ma con una forma strana (ellittica con assi rispettivamente di 120 metri e 140 metri e una profondità di 3,20 m), abbondantemente sovra dimensionato e per giunta con una profondità di 3,20 m ? Perché l’uomo avrebbe dovuto scavare a una profondità di m.3,20 per fare abbeverare le pecore quanto bastava una profondità di 60 cm ? E se l’uomo avesse scavato, per esempio intorno al 400 D.C. fino ad una profondità di m.3,20 , si può pensare che dopo 1.600 anni ( dopo 16 secoli…..) tale altezza non sia stata sedimentata da depositi calcari? Il laghetto non è mai stato dragato ! In tutti questi anni, sicuramente di materiale sedimentato c’è ne stato tanto e questo significa che, in tale ipotesi, la profondità originaria dello scavo era certamente maggiore di m. 3,20; La profondità di m. 3,20 o maggiore, per un abbeveratoio per pecore, risulta incomprensibile alla mente umana. Altro che i venti metri di profondità di cui parla il dott. Speranza! E allora, nell’ipotesi del laghetto realizzato dall’uomo, non poteva avere la destinazione di abbeveratoio ! E che cosa era ? Perché era stato costruito in quel modo e non con una forma semplice, rettangolare o quadrata ? Forse serviva per annegarle, le pecore. Era forse una “ transumanza ultima “ con affogamento collettivo finale ? In riferimento ai due massi calcarei presenti nel laghetto non è venuto in mente al dott. Fabio Sagnotti che potevano trovarsi ad una profondità maggiore al momento dell’impatto meteoritico e che la forza cinetica possa averli trascinati verso l’esterno del cratere ? Con interviste rilasciate a più giornali dal titolo “ Il cratere dell’imperatore Costantino declassato ad abbeveratoio di animali“ , il dott. Fabio Sagnotti così conclude: “ Onestamente mi pare che non ci sia più alcun dato a favore dell’ ipotesi meteoritica ». Signor dottore, lasciamo che a pronunciarsi sia la Commissione Internazionale istituita per vagliare tutte le ipotesi prodotte. Ricordo che la Commissione per la valutazione del Sirente Crater è la seguente: Presidente: Andrea Carusi IASF-Roma, Istituto Nazionale di Astrofisica, Primo Ricerca- tore, Roma, Italia ; Membri : Clark R. Chapman Senior Scientist, Southwest Research Institute (Boulder Space Studies Office); Adjunct Professor, Astrophysics and Planetary Science Dept.,University of Colorado, Boulder, Colorado, USA; Jeffrey S. Kargel Senior associate research scientist, Department of Hydrology and Water Resources, University of Arizona, Tucson, USA ; Christian Koeberl Associate Professor for Earth Sciences (Geo - and Cosmo- chemistry), Institute of Geochemistry, University of Vienna, Vienna, Austria ; Alessandro Montanari Direttore Osservatorio Geologico di Coldigioco, Arpino (Macerata), Italia ; Douglas ReVelle Professor, Los Alamos National Laboratory, New Mexico, USA . Chapman e Kargel sono due planetologi. Il primo é un fisico specializzato in corpi minori, il secondo un geologo specializzato in superfici planetarie. Koeberl é un geochimico e ha diretto il progetto Impact della European Science Foundation. Montanari é un geologo, coautore della scoperta dell'impatto K/T con gli Alvarez. ReVelle é un fisico esperto in bolidi e interazioni con l'atmosfera. Andrea Carusi è un astrofisico specializzato in dinamica dei corpi minori. Non sarà certamente Lei a sostituirsi a loro. Il Sindaco di Secinaro ing. Giuseppe Colantoni
21/12/2009
Lo scorso anno ho sollecitato Claudio Caressa, apprezzato pittore romano, a dipingere gratuitamente un quadro religioso per coprire la nicchia di sinistra della Chiesa della Madonna della Consolazione, vuoto ormai da tanti anni. Lo stesso ha aderito con entusiasmo e piacere interpretando una Madonna a  protezione del nostro paese e dei suoi abitanti. Ha fatto uso di tecniche e colori che, oltre a riempire e ad abbellire la Chiesa, non disdicessero con quelle del XVI secolo. Il quadro, di dimensioni di m. 1,88 per 2,15, è stato donato al Comune che lo ha collocato nella nicchia suindicata. Il pittore, secinarese di adozione, è stato premiato con un piccolo rinfresco che si è tenuto nel giardino prospiciente la Chiesa, con la presenza del Vescovo di Valva e Sulmona, Mons. Angelo Spina. Il Sindaco Colantoni Giuseppe RELAZIONE  DEL  PITTORE  CLAUDIO  CARESSA : “ Quest’opera, da me dipinta nello stile classico di fine XVI secolo ed inizio XVII, è composta da figure di Angeli e Maria con bambinello. Tali raffigurazioni sono spunti ottenuti da opere di fine rinascimento, ma con un nuovo scenario di buon effetto tra luci ed ombre, che, giocando insieme, creano la profondità dello spazio. Non meno importanti i quattro aspetti allegorici. Il primo - , gli Angeli del sipario, nell’atto di aprire la tenda, come un prodigio, determinano una  a simboleggiare il nome di Maria; Il secondo - , gli araldi Angeli che suggellano il titolo dell’opera “ S.S. Maria di Secinaro “ ; Il terzo - , le proporzioni di “ Maria” , sono superiori al cospetto degli Angeli, a significare la divinità primaria. Il quarto - , sono le due luci, quella mistica e quella terrena, due luci di angolazione diverse, e due diverse realtà. Claudio Caressa “
13/12/2009
Sono anni che si parla di realizzare un parcheggio nella zona Codacchio e la realtà si sta concretizzando. Si ricorda come l’area interessata, specialmente nel periodo estivo, presenta notevoli problematiche di parcheggio a causa del tessuto urbano caratterizzato  dalla mancanza di una piazza e dall’esistenza di una strada stretta che non permette il percorso simultaneo nei due sensi di marcia. Particolarità che si riversano negativamente anche nel carico e scarico dai mezzi meccanici degli abitanti le abitazioni limitrofe . La utilizzazione del parcheggio aumenterà sicuramente la vivibilità di quell’area e, indirettamente, contribuirà anche all’aumento del valore degli immobili con maggiore possibilità di vendita ed affitto delle abitazioni. Si spera di ultimare i lavori entro maggio del 2010. Cliccando in basso si possono scaricare : - Delibera di Consiglio di approvazione del progetto; - Foto prima e durante la esecuzione dei lavori; - Planimetria localizzazione intervento; - Pianta parcheggio; - Sezione parcheggio. Il Sindaco Colantoni Giuseppe

Progetto Fotovoltaico dei Peligni – INVITO ALL'INCONTRO PUBBLICO CON I CITTADINI Secinaro (AQ), sala
Data: 08/02/2010     Data Inizio: 08/02/2010 Data Fine: 08/02/2010
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Progetto Fotovoltaico dei Peligni – INVITO ALL'INCONTRO PUBBLICO CON I CITTADINI Secinaro (AQ), sala consiliare del Municipio Sabato 13 febbraio, ore 17.00

Prosegue il ciclo di incontri pubblici con la cittadinanza sul progetto Fotovoltaico dei Peligni, che il 13 febbraio farà tappa a Secinaro, uno dei comuni che hanno aderito all'iniziativa. L'incontro, organizzato da Klimaleader e dall'Amministrazione comunale, ha lo scopo di fornire informazioni ai cittadini sul progetto, in particolare sulle opportunità offerte dal Conto Energia Fotovoltaico e sulle possibilità per famiglie e imprese di beneficiare degli incentivi dello Stato per la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica dal sole. Saranno presenti Alfonso e Rocco Fabrizi di Klimaleader Srl e Giuseppe Colantoni, Sindaco di Secinaro. Fotovoltaico dei Peligni è un'iniziativa destinata a famiglie e piccole attività produttive, partita con un Protocollo d'Intesa tra Klimaleader e i Comuni di Secinaro, Raiano, Corfinio, Vittorito, Prezza  (riuniti nell'Associazione Terre dei Peligni) e Pratola Peligna. Ha lo scopo di incentivare l'installazione di impianti fotovoltaici di piccola taglia  (da 2 a 20 kWp) nell'area Peligna e Subequana. Vuole promuovere l'utilizzo di tetti di abitazioni ed edifici artigianali, tettoie, pensiline e lastrici solari, ecc, per la produzione di energia elettrica dal sole, pulita ed eco-compatibile. Vuole far conoscere l'opportunità di avere una rendita economica attraverso l'incentivo economico dello Stato,  il Conto Energia con Scambio sul Posto del GSE , a chi produce energia elettrica dal sole. Mira a incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili, la crescita della cultura del risparmio energetico e a promuovere indirettamente la crescita dell'occupazione. Il progetto è realizzato in partnership con importanti istituti bancari, che hanno predisposto piani di finanziamento specifici per la realizzazione di impianti fotovoltaici che beneficiano degli incentivi del Conto Energia: la Banca dell'Adriatico (gruppo Intesa Sanpaolo), filiali di Sulmona e Pratola Peligna, e la Banca Monte dei Paschi di Siena, filiale di Popoli.





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