Ultimo Aggiornamento: 08/02/2010 ( Bandi & Concorsi )
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20/12/2009
Anche quest'anno, grazie a Giuseppe Bernabei, è stato realizzato il presepe 2009 Una composizione molto bella e articolata che nel 2004 vinse il primo premio indetto nei Comuni del Territorio dalla Comunità Montana Sirentina. Volontà, amore, passione che ogni anno lo stimolano per ricordare l'evento della natività. Il presepe può essere visto cliccando negli allegati in basso. Gli interessati, previa prenotazione al Comune telefonando al numero 0864 - 79302, possono visionarlo direttamente recandosi nella Chiesa della Madonna della Consolazione.
06/12/2009
Oggi 6 dicembre 2009, sono trascorsi esattamente 8 mesi dal terremoto del 6 aprile 2009. Festeggiamo S. Nicola di Bari, patrono di Secinaro, nella Chiesa della Madonna della Consolazione in quanto la Chiesa di S. Nicola di Bari è stata fortemente danneggiata dal sisma. Risultano danni nella navata centrale, negli altari laterali, nell’abside,nel campanile, nella facciata principale, nella sacrestia e nella canonica. La facciata principale è stata provvisoriamente messa in sicurezza attraverso dei tiranti avvolgenti esterni alla muratura , così pure la canonica con coppie di tiranti lungo i muri trasversali per impedire lo scivolamento della copertura della stessa verso la sottostante strada. I lavori sono stati eseguiti da squadre speciali dei Vigili del Fuoco appartenenti al S.A.F. ( Speleo Alpino – Fluviale ) della Campania e di Udine, che noi tutti ringraziamo per tutto che hanno fatto e che stanno ancora facendo: al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco una ragazza di 14 anni , Miriana Teresa Fazi, della Valle Subequana ha dedicato una poesia che può essere scaricata cliccando nella parte in basso. Non sappiamo, al momento, quando potranno essere assegnate delle somme per la esecuzione dei lavori di ripristino statico strutturale necessari per la riapertura della stessa. I danni sono ingenti e facciamo appello ai secinaresi sparsi nel mondo per tentare anche una sottoscrizione per reperire i fondi necessari. San Nicola di Bari, patrono di Secinaro, nacque probabilmente a Pàtara di Licia, Asia Minore,attuale Turchia tra il 260 ed il 280. Proveniva da una famiglia nobile e cristiana. Fu eletto vescovo per le sue doti di pietà e di carità molto esplicite fin da bambino. Fu considerato santo anche da vivo. Durante la persecuzione di Diocleziano, pare sia stato imprigionato fino all'epoca dell'Editto di Costantino. Fu nominato patrono di Bari, e la basilica che porta il suo nome è tuttora meta di parecchi pellegrinaggi. San Nicola è il leggendario Santa Claus dei paesi anglosassoni, e il NiKolaus della Germania che a Natale porta i doni a bambini.... .... Per altre notizie si rimanda alla lettura degli allegati.
05/12/2009
I ritardi nella ricostruzione sono sotto gli occhi di tutti. Sono state create “ macchine “ che anziché facilitare la ricostruzione, stanno creando notevoli ritardi con lievitazione delle spese. Affiancato dai Presidenti degli Ordini degli Ingegneri , Architetti , Geometri e Periti Industriali della Provincia di L'Aquila , ha snocciolato le cifre delle istanze relative alle domande B e C fino ad oggi presentate. De Matteis si riferiva naturalmente alla Reluis e Cineas che affiancano la Fintecna nella istruzione delle pratiche, con costi che viaggiano sui 12 milioni di euro. Su 5.000 domande presentate, ne sono state evase poco più di 300. Ci chiediamo chi sono i componenti di questi due consorzi, come lavorano, insomma con chi abbiamo a che fare”: ha detto il Vice Presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis nel corso della conferenza stampa del 4 dicembre. “La Protezione civile ha stanziato – ha proseguito De Matteis - 12 milioni di euro per il lavoro che questi due consorzi dovrebbero portare avanti. Ma allo stato attuale delle cose questi soldi non si sono tradotti in risultati. Ci troviamo di fronte ad una situazione paradossale. Ad oggi il Comune dell’Aquila, a cui il normale cittadino si rivolge, non ha dato una risposta adeguata, nemmeno attraverso il confuso sito ufficiale. E’, invece, indispensabile velocizzare i tempi, perchè l’obiettivo primario rimane quello di far rientare i cittadini nelle case B e C. Non sono solo io e gli Ordini professionali – ha rilevato De Matteis – a porci la domanda sul chi sono e che fanno questi due consorzi, ma so di un incontro del Prefetto dell’Aquila con i rappresesentanti del Reluis e del Cineas: anche Gabrielli è alla ricerca di risposte e chiarimenti. Credo, a questo punto, che la stessa Protezione civile debba chiedere chiarimenti ai due consorzi”.A questo punto è necessario che anche il Comune dell'Aquila si dia una "svegliata" e che si inizi a fare qualcosa per velocizzare l'iter delle verifiche. Perchè non si pensa a coinvolgere gli ordini professionali, per accelerare questi processi? Ingegneri, architetti, geometri si precipitarono all'Aquila all'indomani del sisma, perché non coinvolgerli anche adesso visto che stiamo vivendo una nuova emergenza. Fu detto che a ottobre tutti sarebbero tornati a casa. Questi ritardi e la burocrazia costringeranno molti aquliani a rimanere sulla costa per ancora diverso tempo. Eppure se ci si fosse mossi per tempo, in estate, molti problematiche legate alle B e le C sarebbero state risolte. E' stata fatta una scelta monopolistica e adesso i risultati sono sotto gli occhi di tutti».
17/11/2009
A seguito dei danni procurati dal sisma del 6 aprile 2009, 16 famiglie di Secinaro hanno avuto nelle abitazioni danni con esito “E“ ed  “ F  “. Di queste, solo 8 sono prima casa e per loro si sta procedendo alla realizzazione di cinque moduli abitativi provvisori (Map). Le strutture, meglio note come casette, sorgeranno all’ingresso del paese. Infatti, proprio di fronte all’incrocio tra Via Sirente con la provinciale 11, in località “Valle Variano”, sono già iniziati i lavori di sbancamento per la realizzazione delle basi in cemento. Su queste saranno costruite le pareti delle casette. In tutto è prevista la realizzazione di 5 Map di cui 4 da 50 mq, e una da 70 mq. Le stesse, ultimate entro il mese din diembre del corrente anno, saranno destinate ad accogliere le famiglie, residenti nel comune, che hanno le case inagibili. In pratica si è puntato sui formati medi ed extra delle misure disponibili di Map. Cliccando in basso, si può scaricare a Delibera di Consiglio Comunale n. 13 del 3 giugno 2009 di richiesta alla Protezione Civile di inclusione del Comune di Secinaro nel Cratere Sismico, non votata alla unanimità dei presenti. Il Sindaco Colantoni Giuseppe
17/05/2009
Questa relazione viene scritta col compito di informare tutti i cittadini secinaresi sparsi nel mondo sugli eventi sismici che si stanno verificando nel nostro paese e che giorno dopo giorno stiamo vivendo sulla nostra pelle.Alle ore 3,32 del 6 aprile del 2009 una forte scossa di terremoto, valutato in circa 5,8 di magnitudo Richter, ha fatto riversare sulle strade e piazze del Paese tutta la gente di Secinaro. Capannelli di persone in più parti del Paese, in via Plaiola, nella Piazza degli Eroi, al Codacchio, in Via Roma, in Via dell’Aia, lungo Via della Madonna, di Via del Poggio.Gente di ogni età, dai più piccoli insieme alle mamme, ai più grandi, agli anziani soli.Dopo qualche ora trascorsa insieme a parlare sul da farsi, ci siamo ritrovati in piazza degli Eroi e successivamente ci siamo diretti con le auto all’interno del Campo Sportivo. Per circa 5 giorni abbiamo dormito nelle auto; Altri hanno montate le loro tende nel terreno della dott.ssa Antonella Sciarra che, spontaneamente nei giorni successivi, ha acconsentito a mettere a disposizione.Il pomeriggio dello stesso giorno ho illustrato il Piano di protezione Civile nell’aula consiliare del Comune, presenti tutti gli interessati, tra cui il Gruppo Alpini, ed è stato attivato il C.O.C. (Piano Operativo Comunale). Dopo circa 5 giorni è partito il C.O.M. (Centro Operativo Misto) n. 7 di Sulmona, indispensabile per avviare tutti i percorsi di assistenza alle popolazioni dei Comuni colpiti dal sisma e in esso ricadenti, di cui fanno parte i Comuni della Valle Peligna e Valle Subequana.Pertanto sono state avviate una serie di richieste che hanno portato alla realizzazione di una tendopoli nel campo sportivo con n. 28 + 1 tende per una capienza  totale di circa 224 letti. Ogni tenda, della capienza di 8 posti, è stata munita dei rispettivi materassi, coperte, stufa elettrica e luce. Nei giorni precedenti, il Genio Militare aveva preparato il fondo del campo con mezzi idonei con i quali hanno spianato e costipato la breccia portata dai loro mezzi per creare uno strato di circa 10 cm per isolare le tende dal terreno limo-argilloso. E’ stato realizzato un impianto elettrico per la tendopoli; è stata montata una tenda adibita a segreteria del Campo, sono stati posti in luogo un estintore ogni 4 tende e sono stati realizzati dei camminamenti con griglie di plastica ai lati delle tende. Sono stati installati ed attivati circa 27 bagni Sebach, di cui uno per disabili. Sono state portate ed attivate n. 10 docce con relativi impianti con acqua calda. Ogni due giorni vengono prelevati i liquami per il trattamento sanitario.La realizzazione del Campo è stata curata dal Capo Campo Dino Scariolo, dei Volontari della Città di Gallipoli (Regione Puglia) dal 13 al 30 aprile e dal Capo Campo Virgilio Ucci dei Volontari del Comune di Scorrano (Lecce) dal 30 aprile al 14 maggio, mentre la cucina da campo viene portata avanti dal nucleo mobile di pronto intervento della Provincia di Varese, (Regione Lombardia) diretti da Paolo Cazzola. Insieme questi Volontari stanno dando una dimostrazione di efficienza, di elevato senso organizzativo e di umanità nel rapporto con la gente. Il nostro campo è diventato, senz’ombra di dubbio, quello meglio organizzato ed efficiente rispetto agli altri realizzati nella Valle Subequana. La gente ha risposto ben volentieri all’aiuto portatoci da questi giovani provenienti dal Sud e dal Nord Italia. La toponomastica usata nell’indicare i vari lati della tendopoli hanno richiamato alla mente le aree più martoriate dal sisma insieme alle aree geografiche di provenienza dei nostri Volontari: Piazza L’Aquila, Via Onna, Via Gallipoli, Via Scorrano,Via Varese e, per simboleggiare l’unità nazionale, al nostro campo è stato dato il nome di : “ Campo della Concordia Nazionale “.Certo che il sisma si fa sentire quasi ogni giorno con scosse ripetute che francamente non aiutano la popolazione a dimenticare il brutto momento ma che contribuisce a preoccuparla ulteriormente generando apprensione, insicurezza e paura. Un terremoto anomalo con la speranza e il desiderio di tutti che vada sempre più a scemare e a diminuire di intensità, ma, purtroppo, le ripetute scosse continuano a tenere vivo lo sgomento e la preoccupazione per il nostro futuro. La particolarità del sisma del 6 aprile è stata l’accelerazione, valutata in circa 0,68 g: una enormità! Basti pensare che per il calcolo del c.a. in zona di 1^ categoria viene assunta un’accelerazione pari a 0,35.La mattina del 6 aprile, insieme al tecnico comunale geom. Fazi Nazareno e al vigile urbano Maggi Salvatore Mauro, ci siamo attivati per visionare le Chiese, la Scuola, la Caserma forestale, la Casa di riposo, la sede della Comunità Montana, il cimitero, le strade, i muri di sostegno e le case del paese. Ci sono state varie rotture nella rete idrica prontamente riparate dalla SACA di Sulmona e dal CAM di Avezzano.Abbiamo ascoltato le persone per conoscere eventuali danni nei fabbricati.Abbiamo trovato la Chiesa di S. Nicola di Bari fortemente colpita con lesioni gravi sia nella muratura portante che nelle volte della navata centrale, dell’abside, nella muratura della facciata principale, nella sagrestia e nella canonica. La Chiesa di S. Maria della Consolazione, per fortuna, ha riportato solo alcuni lesioni lievi. Il giorno 7, insieme ai Vigili del Fuoco di Piacenza (Regione Emilia Romagna), comandati dall’Ispettore Foppiani Pierluigi, abbiamo ripetuto il giro del paese, segnalando immediatamente il pericolo con apposite recinzioni con nastro bianco rosso nelle strade sottostanti la Chiesa di S. Nicola, in Via Borgo Plaiola, in Via Campo dei Fiori, dove sono crollati due piccoli fabbricati e chiudendo la strada della Valle, proseguimento di Via Sotto le Mura, (parte Nord del centro antico) dove sono precipitati alcuni massi di grosse dimensioni, a lato della casa degli Eredi di Leopardo Bernabei. Il giorno 10, in seguito al sopralluogo effettuato dai Carabinieri, è stata individuata di fronte  alla Comunità Montana Sirentina un’area per l’atterraggio per elicotteri a doppia pala al servizio di tutti i Comuni della Valle Subequana. Sempre nel nostro Comune, nell’area prospiciente la Casa di riposo per anziani, si è insediato il presidio temporaneo dei Vigili del Fuoco di Bari, di circa 20 unità, per effettuare le verifiche tecniche degli uffici pubblici e case private di tutti i Comuni della Valle Subequana. Tale gruppo è stato comandato dagli Ispettori Fiore e Saulle. Il giorno 12 sono arrivati al Paese altri tecnici inviati dal COM n. 7 di Sulmona, provenienti dalla Regione Basilicata, per visionare ed accertare alcune ordinanze di sgombero con la congruenza dei danni rilevati in sito. La Chiesa di S. Nicola è stata nuovamente visitata, nei giorni successivi, dai Vigili del Fuoco di Bari che, recependo le istanze avanzate dalla popolazione, si sono prodigati per mettere in salvo i documenti, le statue ed altri oggetti sacri di valore conservati nella sagrestia. Altro sopralluogo è stato fatto in un secondo tempo da alcuni tecnici della Soprintendenza provenienti dalla Regione Liguria.Il giorno 15 è stata recintata, con inferriata da cantiere, la strada sottostante la Chiesa di S. Nicola di Bari, impedendo di fatto la comunicazione nella parte alta del paese, al fin di proteggere la pubblica incolumità. Il giorno 30 aprile sono arrivati circa 20 forestali che hanno preso servizio nella Caserma del Comando Forestale in Via del Poggio. In data 25 e 26 aprile i Vigili del Fuoco hanno ispezionato gran parte dei fabbricati nella parte antica del paese, in Via Campo dei Fiori, Case Dirute, Via del Castello, trovando gravi lesioni nei muri di sostegno, nelle varie strutture, ravvisando pericolo verso la pubblica incolumità per cui è stata emessa una ordinanza di evacuazione di quella parte di territorio comunale. Sono state emesse numerose ordinanze di sgombero dei fabbricati per inagibilità diretta ed indotta nonché chiusura di alcune strade. Secinaro è stato visitato dal dott. Agostino Miozzo, Direttore Generale della Protezione Civile e dal Direttore Generale dei Vigili del Fuoco per l’Abruzzo, ing. Ambrosini. Ringrazio loro per tutto quello che hanno fatto per noi. Al momento non ancora abbiamo fatto una stima precisa dei danni subiti, ma gli stessi sono notevoli. Infatti si tratta di recuperare la Chiesa di S. Nicola di Bari, fortemente colpita; l’entità del recupero dipende dai danni che dovesse procurare in caso di crollo. Il dolore è tanto perché con impegno, passione e amore tutti i cittadini si sono prodigati nel tempo per sistemare definitivamente la nostra chiesa tanto è vero che, dopo aver presentato innumerevoli progetti ai vari Ministeri e non aver mai avuto una risposta pienamente esaustiva per la esecuzione di tutti i lavori necessari per il consolidamento statico e restauro degli affreschi, i stessi cittadini, anche con l’aiuto dei nostri emigranti degli Stati Uniti d’America e Canada, si erano tassati ed avevano eseguito una parte dei lavori di restauro che il sisma ha ora gravemente compromesso. Dopo anni finalmente ci apprestavamo ad inaugurare il museo di reperti archeologici ed arredi sacri nel piano seminterrato della Chiesa che il terremoto ha ora pregiudicato.Si tratta, poi, di mettere in sicurezza idrogeologica la collina sulla quale è stata eretta la nostra Chiesa che degrada verso la Via della Valle (parte nord del Centro Antico) e poi di pianificare il puntellamento e/o abbattimento di quei fabbricati posti in Via Borgo Plaiola, nel Codacchio e Via Campo dei Fiori per salvaguardare la pubblica incolumità. A questo bisogna aggiungere la messa in sicurezza dell’edificio sede della scuola dell’Infanzia ed Elementare, nonché fare le opere di prevenzione sismica per tutte le abitazioni private danneggiate dal sisma. Certamente possiamo dire che i danni agli uomini e alle cose sono stati mitigati dagli interventi di riattazione sismica realizzati nel 1989 -1992, a seguito del sisma del maggio 1984. Infatti, in quell’occasione, con un importo che allora si aggirava sulle 200.000 lire al mq comprensivo di IVA e spese tecniche, furono eseguiti molteplici interventi nel centro storico con la messa in opera di tiranti, realizzazione di piattabande, interposizione di rete elettrosaldata, cordoli di coronamento in cemento armato, che oggi hanno notevolmente contribuito a prevenire danni maggiori agli uomini e alle cose, con notevole risparmio economico sulle somme che lo Stato dovrà elargire. Abbiamo ricevuto aiuti da : Comune di Matino (Lecce) portati dall’Associazione Angels Protezione Civile di Matino; Nucleo mobile di pronto intervento della Provincia di Varese; Città di Gallarate (Va) ; Comune di Cugliate Fabiasco (Varese); Città di Taurisano (Lecce) portati dall’associazione Taurus Protezione Civile di Taurisano; protezione Civile di Celano; Contestabile Tiziano di Avezzano La Misericordia di Moscufo (Pe) che a nome di tutti ringrazio per il senso di altruismo e umanità avuto verso le nostre persone. La vita nel campo si è svolta all’interno dell’impianto sportivo comprendente un campo di calcio, di tennis e una palestra coperta in acciaio. Le tende sono state tutte collocate all’interno dell’area del campo di calcio, mentre la palestra è stata utilizzata come supporto tecnico per la cucina, sala da pranzo e vita sociale d’insieme. L’impianto sportivo, di fronte alla sede della Comunità Montana Sirentina e a 100 metri dal sito per elicotteri, ha funzionato benissimo come area intercomunale per la protezione civile tanto è vero che questa Amministrazione dovrà chiedersi se potrà continuare a permettersi di utilizzare ancora il campo di calcio (100,00 m. x 64,00 m.) per un uso valutabile in pochi giorni all’anno, e quindi non interamente sfruttato nel pieno della sua efficienza in quanto utilizzato solo da pochi cittadini, o se cambiare la destinazione d’uso in campeggio ed area attrezzata per caravan con un possibile ritorno economico e capacità lavorative. E dovrà ulteriormente impegnarsi a reperire i fondi per sistemare definitivamente la palestra con attività pluriuso e trasformare il campo di tennis in campo polivalente in modo tale che l’intero complesso, accontentando una molteplicità di interessi diversi, sia più consono alle esigenze di tutti .Ci auguriamo di trovare i fondi necessari per attrezzare tutta l’area per attività pluriuso e di protezione civile all’occorrenza. Nel campo sono state  eseguite due operazioni di polizia portate avanti rispettivamente dal Capo Campo Ucci Virgilio, (V. Brigadiere dei Carabinieri) insieme ai Volontari di Scorrano per la segnalazione e multa per discarica abusiva in area prossima al campo procurata da persone esterne al territorio comunale con furgone IVECO Daily e dall’Ispettore Colantoni Attilio del Corpo Forestale dello Stato per irregolarità riscontrate in alcuni controlli per lo smaltimento di liquami organici da parte della ditta concessionaria. Il nostro Comune, purtroppo, insieme a Fontecchio e Molina Aterno, non è stato inserito nell’elenco di cui all’Ordinanza n. 3574 del 6 aprile 2009, emanata dal Presidente del Consiglio dei Ministri, e pertanto non potrà usufruire delle agevolazioni riservate agli altri 49 comuni. Ho sollecitato più volte il Sottosegretario alla Protezione Civile e Commissario per le zone colpite in Abruzzo, dott. Guido Bertolaso, a rivedere la macrosismica in modo da includere nell’elenco anche il nostro Comune posto nell’area del cratere sismico e all’interno del suo perimetro, ma finora tale ripetuta istanza non è stata ancora accolta. Tale fatto penalizzerà ulteriormente i nostri cittadini in quanto genererà diversità nello sviluppo socio-economico nell’area dei Paesi della Valle Subequana, ora omogenea, favorendo maggiormente i comuni inseriti nell’elenco e generando di fatto un altro terremoto, questa volta procurato dalle stesse Istituzioni. In questo momento, insieme agli altri Comuni della Valle Subequana, stiamo condividendo le difficoltà per la chiusura della strada statale n. 5 Tiburtina-Valeria nel tratto Molina Aterno-Raiano che si ripercuotono in modo grave specialmente per gli studenti e gli anziani. Oggi 15 maggio, sono stato contattato da un Funzionario della Società Edison Gas perché vorrebbero accollarsi le spese per mettere in sicurezza l’edificio sede della Scuola dell’Infanzia ed Elementare frequentata dai bambini di Secinaro, Gagliano Aterno e Castel di Ieri. Il piano sottotetto è stato adibito a centro intercomunale con sede degli Alpini, Protezione Civile, Volontari della C.R.I., Associazione Culturale “ I Briganti  del Sirente ” e gruppo escursionisti  “Arcobaleno del Sirente ”. Mi auguro che non recedano da questo intendimento e che il loro pensiero originario possa concretizzarsi così da soddisfare i sogni di tutte le mamme dei bambini nel vedere sicura la loro scuola. Ho detto che potremmo adottare nella busta e carta intestata del Comune il logo della loro Società. ( L'Aquila, 14 mag - Una scossa sismica è stata avvertita dalla popolazione nella provincia de L’Aquila. Le località prossime all’epicentro sono i comuni di L’Aquila, Fossa e Ocre. Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano danni a persone o cose. Secondo i rilievi registrati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico è stato registrato alle ore 12.50 con magnitudo 2.5. Questa mattina due nuove scosse anche piuttosto violente sono state avvertite dalla popolazione. Le località prossime all'epicentro, nel distretto del Gran Sasso,sono Campotosto, Nerito e Capitignano. Secondo i rilievi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia gli eventi  sono stati registrati alle 8.30 con magnitudo 3.8 e alle 08.32 con magnitudo 3.3.) Secinaro 15 maggio 2009 Il Sindaco ing. Giuseppe Colantoni
17/05/2009
Si sta discutendo tanto in questi giorni sulle colpe degli uomini nel disastroso sisma che ha colpito L’Aquila e il suo territorio. La casistica comprende fabbricati in cemento armato realizzati correttamente nelle strutture, altri realizzati in modo non corretto, nei pilastri e nelle travi, con quantità di ferri longitudinali e trasversali (staffe) difformi dal progetto, altri ancora, forse, con calcestruzzo non rispondente alla resistenza caratteristica assunta nel calcolo, altri, ancora, probabilmente, con fondazioni non idonee al tipo di terreno; altri ancora da verificare, nella varianti, nelle altezze presso l’Ufficio Urbanistico del Comune ed altri ancora con verifiche da effettuare negli Uffici dell’ex Genio Civile sulle profondità dei pali, sulle loro caratteristiche e sulle ipotesi di calcolo. Importanti verifiche andrebbero eseguite sul tipo di tamponatura realizzata, controllando che la stessa sia stata eseguita nel rispetto della normativa sismica di cui al D.M. del 24 gennaio 1986 “Norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche” al p.to C.6.5 e D.M. 16 gennaio 1996 “Norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche” al p.to C.6.4. Rimane, il fatto, gravissimo, che le strutture di c.a. siano state calcolate per zona sismica di 2^ categoria rispetto all’eccezionalità del sisma con l’accelerazione pari, invece, a 0,68g, enormemente superiore a 0,35g per le zone di 1^ categoria e a 0,25g per le zone di 2^ categoria. E , per quest’ultimo punto, una grossa responsabilità è senza ombra di dubbio della politica : la memoria umana è stata assente sulla vulnerabilità sismica del territorio aquilano; non si è valutato, come si sarebbe dovuto, la storia sismica della città di L’Aquila. Se si fosse valutata, non si sarebbe mai accettato il passaggio da zona di 1^ a zona di 2^ , avvenuta nei primi anni 90. Se ci fosse stata una ponderabile valutazione degli uomini della politica, tale errore sarebbe stato rimediato negli anni successivi. Così non è stato. C’è da chiedersi chi ha spinto per tale proposta e chi ha accettato tale retrocessione, di fronte a un costo aggiuntivo valutabile, sul prezzo finito dell’appartamento, intorno al 5% in più. Infatti, in media, una struttura di c.a incide intorno al 25 % dell’opera finita. Calcolando che una buona esecuzione, senza lesinare nella qualità del calcestruzzo e sulla quantità e lavorazione dell’acciaio, contempla un costo aggiuntivo del 20%, il costo finale dell’appartamento finito inciderebbe  sul 5% in più. Una inezia rispetto alla sicurezza delle persone, sulla vivibilità della città e sulla enormità dei costi di ricostruzione. Rispetto alla memoria che è mancata, voglio ricordare che i disastri del sisma nella città di L’Aquila non sono soltanto quelli del 1703,  ma quelli accaduti nel 1315, 1452, 1464 e 1803. Possiamo riviverli insieme rileggendo le pagine tratte dal libello scritto da “ Padre Filippo Da Secinara “ nel 1652 dal titolo “ TRATTATO UNIVERSALE DI TUTTI LI TERREMOTI occorsi e noti nel Mondo …” riportato di seguito. TRATTATO VNIVERSALE DI TVTTI LI TERREMOTI OCCORSI, E NOTI NEL MONDO CON LI CASI INFAVSTI, ED’ INFELICI PRESSAGITI DA TALI TERREMOTI Còpofto dal P.F. FILPPO DA SECINARA Dell’Ord. De Min Offer. Già Ministro Prouinciale, Lettore Giubilato,& al prefente Diffinitore Attuale della Prouncia di S. BERNARDINO DELL’AQUILA M.DC.LII. Del LXXVI Terremoto Cap. LXXVI (1315) Fv quesfto terremoto, quando nella nobiliffima Città dell’Aquila, fi concuffe talmente la terra, che durò tal conncuffione trenta giorni continui: e furono tanto gagliardi,che simili concuffioni non erano in ricordatione delli uomini, fin’à quel tempo auenuti, crescendo ogni giorno con maggior vehemenza, per le quali ruinorono molti edificij; ed erano le genti ridotte in gran timore, che non ardiuano abitare nelli luoghi murati,ma fe se ftauano nelle Campagne, e nelle piazze, e diffidati tutti di pronifione  humana; fi ricorfe alla mifericordia di Dio, con orazioni, e digiuni; e furono  pochi, che non ritornaffero a penitenza, e confeffati de loro peccati, non veniffero fenza mezzanità d’altri a fare pace con li loro nemici; fù fatto, vn voto generale dal Popolo, d’edificare vna Chiefa, in honore di S. Tomaffo,per interceffione del quale haueffe Iddio a liberare la Città da detta influenza; e quantunque foffe la fodisfatione per molto tempo differita; pure fù efeguita, e fabricata la Chiefa; e quefto fù, nelli anni del Mondo 6514. di Chrifto 1315. Regnante Ludouico Bauaro, e Gio:22.&c. In quesfto tempo preualfero molto l’Herefie , e le Seditioni  frà gl’Ecclefiastic i; e fi trattò tanto gagliardamente, la questione de Chrifti paupertate. E Ludouico Bauaro regnante per all’hora, fù dichiarato ribelle della Chiefa, e Scismatico. E nelli anni di Chrifto 1263. Jn Soria, fù veduta vna Luna infocata, che percuotè la terra di S. Croce, e la gettò in terra, infino alli fondamenti, e la Città di Fiorenza, fù tutta quafi sommersa dall’acque; …..   DEL LXXXI TERREMOTO Cap. LXXXI. (1452) Qvesto terremoto, fù nel Mese di Decemb. quando il giorno di S. Barbara nella Città dell’Aquila, e p tutto il Regno cominciarono a fentirfi horribilifs. concuffioni di terra, che continuorono per tutto il Mefe, e nel penultimo giorno del detto Mefe : fe n’intefe vno così grande, che vu simile, non che maggiore, fù vdito già mai in memoria delle genti, è stupore grande, vedere la ruina delli Palazzi, e delli altri edificij della Città. Le Colonne della Tribuna di S. Bernardino fi fpezzarono tutte, e nel rifarle fù mutato defegno ; e fatte quelle ch’al prefente  fi vedono. Similmente la Tribuna maggiore della Chiefa di Còlle Maggio, venne in ruina, ed effendo nell’Altare di effa confermato il Santiffimo Sacramento, e fe ben fi spezzò l’Altare, e Tabernacolo, doue era riferuato , fu nondimeno trovato illefo il Santiffimo Sacramento miracolosamente fattefi dalla ruina riparo da alcune pietre quadrate; le Campane della Giuftitia, e dell’Horologio furono fcoffe, e cafcorono dalla Torre del Palazzo ; ruinorono in gran parte le Chiefe di S. Maffimo, di S. Giufta, di S. Agoftino, di S. Domenico, di S. Maria di Paganica, ed altre pure affai, nel Palazzo del Capitanio, furono oppreffe molte genti, le ftrade publiche per li Cimenti ruinate, non poteuano prattticarfi. D’ordine del Vefcouo, fi tece vn’Altare in piede alla Piazza, nel quale fù collocato il Santiffimo Sacramento ritrouato in Colle Maggio, ed’ in effo, fi celebrauano le Meffe, ed il Popolo ftaua à fentirle sù la Piazza, non fi confidando di ftare fotto li tetti, furono trouate da ottata perfone oppreffe da questi gran terremoti, oltre li Poueri, che morsero nell’Hofpidale di S. Pietro di Saffo, e di S. Giacomo alla Porta di Paganica, che perirono, ed’anco le Terre del Contado dalli detti terremoti, receuerono grandiffimo danno, e fù questo fpettacolo, nelli anni del Mondo 6651. di Chrifto 1452. Regnante Federico 3.e Nicolo 5.Papa. In quefti tempi, fù molto travagliata la Chriftianità dal Gran Turco, e s’hebbe quella fegnalata Vittoria, nella quale il Beato gra Gio; da Capiftrano perfuafe al Popolo, che hauea grandiffimo rimore, à nò fpauentarfi di perfeguitare gl’ Infedeli; e fuggendo li Turchi, fi vedeuano perfeguitati da innumerabili Efferciti, che erano gl’Angeli Santi fchierati à forza d’orazione, in fauore della Chriftianità contro del fiero Trace nemico della Fede di Chrifto. E nelli 1451. la pefte, fù così grande per tutta l’Italia, che ne morirono da cento nouanta milia, e per l’aria fi viddero molti fuochi, che combatteuano infieme, e s’udirono molte voci ….   SANCTUM. ET TERRIBILE NOMEN EIVS, Et initium fapientix timor Domini.(1646) Le Continue, e molte commotioni della terra occorfe d’improuifo nella Città dell’Aquila nell’Anno 1646 oue furono, li terremoti per feffanta, e cinque giorni; e le fcosse di quella furono 166 e li mugiti dell’ifteffa terra, cinquecento quaranta due; quali terremoti furono anco intefi in altri luoghi conuicini, e lontani; come la fama hà diulgato al Mondo. Mi fecero rifoluere trouandomi  di famiglia nella fudetta Città dell’Aquila, moffo dal grandiffimo timore, e fpauento, Stampato in tutti li viuenti, per il pericolo della morte, & in me più d’ogni altro; non già per timore che , eft ultima linea rerum; omne semel natum mors violenta rapit ; ma per la pena del peccato per effere ftato affai manchevole nell’offervanza della mia religione Serafica, nella quale profefiai, con Solenniffimi voti, anni fono hormai in circa 34. di manifestare, e rapprefentare, fe ben rozzamente à gl’ huomini poco verfati in tal maniera; che cofa fia tal motione di terra, d’onde fia originato tal terremoto, con gli inopinati ,& infaufti fucceffi preffagiti dall’ifteffi terremoti , intefi nell’anni tranicorfi del Mondo con terrore, e fpauento dell’Vniuerfo tutto, acciò ben’intefi dalli curiofi Lettori di questo mio inerudito difcorso, folleuino maggiormente le menti loro alla vera cognitione delli giufti giudicij di Dio, e s’aftenghino da irritarlo più con tanti misfatti, e colpe; fapendo molto bene, che Armat omnem creaturam ad vltionem inimicorum, & imparino nella fcola di Chrifto la ftrada  del fempre temerlo; e s’accendino nel fuo fanto feruitio ,& infocati del fuo fanto amore, non defiftano dall’offeruanza della fua fanta Legge, per andare alla vera terra de viuenti, oue fenza timore regneranno per fempre; per il che, anch’io al prefente Trattato, ad inftanza d’ huomini di grandiffimo valore, fit omnibus, via, veritas, vita; in eo, in quo viuimus mouemur, fumus ; cui fit laus,honor, gloria, in secula seculorum . Primieramente dunque, che diciamo quello, che naturalmente del terremoto da tutti con qualche euidente raggione s’afferma; è bene confiderare efattamente, e con breuità: come la Terra, nella quale come in foggetto, ò materia fi caufa tal motione; fù con ogni effatta prouidenza creata, e difpofta dal Benedetto Iddio nel  modo da prefcriuerfi al prefente. Iddio creò la Terra del tutto piana, e rotonda; fenza Valli………..   DEL LXXXXI. TERREMOTO Cap. LXXXXI (1646) La concuffione , che fù nella Città dell’Aquila nelli 1646, fù continua di 65.giorni, e di tanto fpauento , benché non faceffe danno nella predetta Città ; che tutti, à minori Dei impulsu vsque ad Maiorem affidue egerunt paenitentiam, in sacco, cinere, cilicio; e fe Iddio per giufto tuo giudicio, a noi occulto, haueua determinato defolare, e spianare detta Città ; a forza poi d’orationi, digiuni, lagrime, mortificatione, e penitenze; reftò placata l’ira di Dio…….La raffegnatione delli Religiofi; e la refolutione gagliarda de Secolari, i quali tutti abbandonarono le proprie Cafe, e fi retirorono nelli Giardini, e campagne a dormire; che farei troppo proliffo ; dico bensì, che io tengo foffe miracolo euidente, che le concuffioni, che furono 166. non diroccorono niun’ Palazzo, ne fecero altro danno notabile, e pure le fabbriche s’agitauano , come io lo veddi; nella Chiefa di S. Bernardino, e Conuento ; a guifa di Nauilij sbattuti dall’onde; attribuifcafi il tutto alla Protettione de Santi Protettori, & alla mifericordia del benedetto Dio. In quefti tempi del Terremoto della Puglia, del  Monte Viffuuio, di Calabria, dell’Amatrice, e dell’Aquila, non fcriuo , come, fi viueua ,che non è lecito, ftante , che la maggior parte delli Principi, che regnauano all’hora , regnano anco al prefente , ed io voglio lafciare in quefto , luogo all’altri; che affai meglio di me potranno, e fapranno defcriuere , e raccontare tutti li fucceffi, & c.     BIBLIOTECA  PUBBLICA AQUILANA In una cartolina appena leggibile, posta a segnale di un libro, trovo la seguente notizia, che non mi sembra inutile di trascrivere a corredo di quest’opera Del Da Secinara:   “ Nell’anno 1803 alli 7 di Aprile, nella notte di Giovedì Santo fece una grande scossa di terremoto, in maniera tale, che ripetè tre volte. I cittadini aquilani tutti fuggirono nella campagna, che propriamente credevano , che della città non ci doveva restare pietra sopra pietra. E questo fu avviso del sommo Facitore, perché il Magistrato aquilano posero li carcerati nel monastero di S. Bernardo, a cagione che le carceri erano piene, in conseguenza vi si introdusse un gran contaggio, ed erano circa settecento carcerati. Aquila, 13 giugno 1878 Il Bibliotecario Prof. Luigi Masci. A cura del Sindaco di Secinaro Colantoni Giuseppe
31/03/2009
Col riconoscimento di Ente d’Ambito proprio della Comunità Montana Sirentina, avvenuto in data 24/10/2006 ad opera della delibera di Consiglio Regionale n. 47/2, si è concretizzato l’impegno profuso dagli amministratori della Comunità Montana e quello in primo luogo del Presidente Venta Giuseppe. Infatti, prima, il territorio della Comunità Montana, con i 14 Comuni facenti parte, risultava spezzettato in più parti ed appartenenti ad altre Comunità Montane, senza che potesse essere seguita una politica unitaria di intervento sociale del comprensorio. Col riconoscimento e la successiva nomina del Responsabile Unico dell’Ente d’Ambito nella persona di Luigi Fasciani, è stata attivata la consulta dei Sindaci, sono stati assunti n. 5 professionisti con contratto a tempo determinato ed è partito l’intervento unitario di assistenza sociale nei 14 Comuni del territorio sirentino. Possiamo dire che i servizi sociali e quel che rappresentano, sono stati calati nel territorio con la percezione della loro importanza da parte di tutti i cittadini. Una nuova forza operativa al fianco del cittadino che sta facendo sentire le sue azioni in tutto il territorio della Comunità Montana e quindi anche nel nostro comune. In pratica con il nuovo corso, si stanno realizzando una serie di attività che hanno garantito aiuto e sostegno in più occasioni. Nel nostro Comune sono stati realizzati diversi servizi come due borse lavoro, il trasporto per un dializzato; E’ stata ripresa l’assistenza domiciliare agli anziani che, naturalmente, dovrà essere perfezionata ed estesa; Sono state attivate delle politiche di attenzione verso i più piccini per le colonie estive ed è stato messo in funzione il centro diurno di Castelvecchio col compito di far socializzare i ragazzi dei sei comuni ricadenti nel territorio Subequano. Ogni settimana, il giorno di Martedì, dalle ore 11:15 alle ore 13:15, negli Uffici del Comune, è presente la dott.ssa Franca Silveri per reperire le esigenze dei cittadini e rapportarli all’Ente d’Ambito per verificare la fattibilità dei bisogni. Naturalmente, come ogni inizio e come ogni attività che nasce, ci saranno state della disfunzioni, il meccanismo dovrà essere perfezionato, ma è partito e nel futuro dovrà essere aggiustato e potenziato. Oggi, purtroppo, tutto questo viene messo in discussione dal nuovo piano sanitario regionale che, nell’annualità 2008 – 2010, prevede l’accorpamento degli ambiti Sociali ai Distretti sanitari. In pratica una riduzione da 35 ambiti sociali a 25 facendoli coincidere con i distretti sanitari; Per il nostro ambito vorrebbe dire ritornare alla situazione di partenza quando i sindaci dei nostri comuni dovevano confrontarsi e divider i servizi sociali con Sulmona, Pratola e Raiano, con maggior peso politico e quindi con maggiore pretese e benefici. In pratica i nostri piccoli comuni rischierebbe di ripiombare in una situazione di apatia sociale. Infatti, tutto tornerebbe a prima dell’esistenza dell’attuale ambito con la nostra zona che dovrà riconfrontarsi con realtà a noi distanti sia dal punto di vista culturale e orografico che dal punto di vista delle problematiche sociali con ripercussioni negative nel nostro territorio. Beninteso non vogliamo dire che i servizi sociali prima non funzionavano ma semplicemente che erano meno vicini alle persone dei territori lontani dai grandi centri. E tutto questo per una serie di considerazioni: - perché gli addetti non agivano sul territorio ; - perché il controllo sui servizi sociali non veniva esercitato da amministratori del posto ma tutto si limitava alle due ore di sportello di segretariato sociale previste dalla legge; - perché le città e i Paesi più grandi hanno anche maggiori possibilità di spesa e di accessibilità verso le strutture sanitarie e sociali poste nelle loro aree. Ora ritornare al passato significherebbe ridare maggior valore decisionale ai centri maggiori come Sulmona, Pratola Peligna, L’Aquila ed Avezzano. Questo vuol dire fagocitare e far passare in secondo piano tutte le richieste e le problematiche provenienti dai centri minori periferici allontanandoci dalla democrazia rappresentativa, oltretutto lontano ed in controtendenza dalle politiche di federalismo che il Parlamento sta attuando in questi giorni. Insomma uno scenario che non possiamo permettere che si avveri senza che la nostra voce si faccia almeno sentire. Il Sindaco di Secinaro, Colantoni Giuseppe
21/03/2009
Nei giorni scorsi tra il Commissario Delegato al Bacino Aterno - Pescara, dott. Adraino Goio e l’Enel SpA è stata apposta finalmente la firma per il prelievo di 550 litri/s di acqua dal Lago di Campotosto verso il Fiume Aterno. Una notizia importante per la vita della tratta dell’unico fiume del Parco Regionale Sirente Velino che dopo aver attraversato i territori dei Fagnano Alto, Fontecchio, Tione degli Abruzzi, Acciano, Molina Aterno e Castelvecchio Subequo, entra nei territori della Riserva delle Gole di S. Venanzio del Comune di Raiano. Un percorso affascinante e, in alcuni tratti selvaggio, che nei mesi estivi rimane quasi a secco, da Fossa a Molina Aterno, per la scarsità di acqua con gravissimi danni alle specie faunistiche e floreali presenti lungo le sponde del fiume. Tale atto è stata una conseguenza dell’ordinanza del precedente Governo Prodi n. 3602 del 9 luglio 2007 (G.U. n. 165 del 18 luglio 2007) che imponeva il rilascio di 1,1 metri cubi al secondo. Per il Parco sono stati presenti il Presidente prof. Nazareno Fidanza e il Vice Presidente Luigi Fasciani che hanno espresso viva soddisfazione per l’impegno profuso rilevando congiuntamente come la rivitalizzazione dell’asta fluviale rappresenterà un grosso contributo allo sviluppo turistico dei Comuni interessati e una valenza aggiuntiva per tutto il comprensorio della Valle Subequana. L'evento, in questo periodo di grave crisi economica e di contenimento della spesa pubblica, ci impone una riflessione. Lungo questa tratta di fiume si affacciano tre realtà diverse comprendenti le “ Grotte di Stiffe “, i comuni anzidetti appartenenti al Parco Regionale e la Riserva delle Gole di S.Venanzio del Comune di Raiano : tre realtà a stretto contatto tra loro ma che risentono di politiche diverse in cui lo sviluppo del territorio e le politiche ambientali non sono sostenute a pieno. E' un lusso che non possiamo più permetterci. P.S.: un ringraziamento va al dott. ing Antonio Iorio per aver posto il problema e per aver sensibilizzato da anni gli amministratori del territorio al riequilibrio, tra le diverse province, delle acque di derivazione dal lago di Campotosto. In allegato è possibile consultare parte dello studio del professionista aquilano. C.G.